La grande arte all’Aquila
Sono andato a visitare la mostra “La Visitazione all’Aquila: Raffaello e Pontormo”, allestita fino al 27 Settembre al Museo Nazionale d’Abruzzo. In una sala del polo museale si trovano affiancate le opere di Pontormo e di Raffaello Sanzio.
La Visitazione
Il tema raffigurato dai due artisti è quello della “Visitazione” ovvero l’incontro tra la Vergine Maria e sua cugina Santa Elisabetta. Entrambe le donne sono miracolosamente incinte. Maria porta in grembo Gesù mentre Elisabetta, più anziana, porta in grembo Giovanni Battista.
Raffaello e Pontormo
La Visitazione di Raffaello Sanzio è datata al 1517 – 1519 ed oggi si trova conservata al Museo Nacional del Prado di Madrid. Perchè la tavola è così importante per la città dell’ Aquila? Perchè il capolavoro fu commissionato a Raffaello dal nobile aquilano Giovanni Battista Branconio (amico personale dell’artista e consigliere di Papa Leone X) per la cappella di famiglia nella Chiesa di San Silvestro all’Aquila. Nel 1655 l’opera lasciò l’Abruzzo: il re di Spagna Filippo IV se ne invaghì a tal punto da ottenerne il trasferimento a Madrid. Dopo oltre tre secoli e mezzo, in occasione delle celebrazioni per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, l’opera è tornata nel suo luogo di origine.
La Visitazione di Jacopo Pontormo è invece datata al 1528-1530 ed è conservata nella chiesa di San Michele Arcangelo a Carmignano (Prato). Il dialogo tra le due opere dimostra quanto importante fu il testamento artistico dell’Urbinate nel passaggio stilistico dal Rinascimento classico al Manierismo.
Una storia di Roma: Palazzo Branconio dell’Aquila
Giovanni Battista Branconio dell’Aquila (1473-1522), fu consigliere di papa Leone X Medici e amico di Raffaello Sanzio. Intorno al 1519 commissionò al Maestro la progettazione della propria residenza a Roma. L’edificio ,noto solamente attraverso alcuni disegni, sorgeva nel rione Borgo. Il palazzo venne demolito nel corso degli anni sessanta del XVII secolo insieme al blocco di edifici circostante per creare lo spazio per la costruzione del colonnato berniniano.
Dalle fonti in nostro possesso Raffaello scardinò l’ordine tradizionale alternando pieni e vuoti in modo del tutto inedito: al piano terra inserì archi con botteghe scoperte, mentre al piano nobile alternate nicchie con sculture ed edicole. La facciata era arricchita da stucchi, ghirlande e nicchie ornamentali, creando un forte effetto chiaroscurale e dinamico. Uso spregiudicato degli elementi classici e dinamismo visivo, anticiparono i germi del Manierismo architettonico






